Giovedì 15 ottobre, ore 22 locali, Ravine Blanche a Saint-Pierre. Quando verrà dato il via alla 34ª Diagonale des Fous, i 2.800 concorrenti avranno davanti una gara che nessuno di loro ha mai corso. Per la prima volta nella sua storia, la Diagonale non passerà da Cilaos. Al suo posto: il Kerveguen, la Caverne Dufour, la foresta di Bélouve, Hell-Bourg e una traversata di Mafate rivista. In totale, 180 km e 10.200 m di dislivello positivo, ovvero l'edizione più lunga mai disputata.
E su questo tracciato inedito, un parterre che u-Trail descrive come «quasi denso quanto quello dell'UTMB»: Tom Evans, Ruth Croft, Marianne Hogan, Manon Bohard, Jean-Philippe Tschumi, Beñat Marmissolle. Ecco cosa c'è da sapere prima di seguire la gara.
La scheda dell'edizione 2026
| Partenza | Giovedì 15 ottobre, ore 22 — Ravine Blanche, Saint-Pierre |
| Arrivo | Stade de la Redoute, Saint-Denis |
| Distanza | 180 km (175 km nel 2025) |
| Dislivello | 10.200 m D+ |
| Tempo massimo | 66 ore — ultimi arrivi domenica 18 ottobre |
| Iscritti | Oltre 2.800, un record (3.000 pettorali al massimo) |
| Edizione | 34ª |
La Diagonale è la quarta e ultima grande tappa della stagione mondiale dell'ultra trail, dopo Western States, Hardrock e UTMB. Per molti élite è la gara che chiude l'anno; per i corridori dell'isola è l'evento dell'anno, e basta.
Perché Cilaos sparisce
La decisione è stata ufficializzata il 19 febbraio 2026. L'organizzazione invoca i «vincoli di circolazione legati all'unico accesso stradale al circo»: la strada di Cilaos con le sue 400 curve e il tunnel di Gueule Rouge creava «ricorrenti problemi di sicurezza» tra corridori, veicoli di assistenza e pubblico. Si aggiungono i danni del ciclone Garance del febbraio 2025, le frane sui sentieri e una richiesta del comune stesso.
Il passaggio a Cilaos non era solo un ristoro. Situato dopo 80 km di gara, in piena notte, aveva il ruolo di «momento di rinascita»: una base vita in paese, il caldo, la gente, un letto. Il profilo 2026 cancella questa parentesi. È il cambiamento più profondo della gara da anni, ed è quello che rende i pronostici così incerti.
Il Trail de Bourbon (100 km), invece, mantiene la partenza a Cilaos.
Il nuovo tracciato, sezione per sezione
Saint-Pierre → Mare à Boue. La prima parte non cambia: la salita verso il Domaine Vidot e Notre-Dame-de-la-Paix, l'altopiano del vulcano, poi Mare à Boue. È lunga, corribile a tratti, affrontata di notte: il posto dove le gare si perdono per eccesso di entusiasmo.
Il versante del Kerveguen e la Caverne Dufour. È qui che la Diagonale 2026 cambia strada. Invece di scendere verso Cilaos, i corridori salgono per il Kerveguen fino al rifugio della Caverne Dufour, a 2.478 m, sotto il Piton des Neiges. Punto più alto, freddo, vento, e nessun paese in basso dove riscaldarsi.
Cap Anglais → Bélouve → Hell-Bourg. La discesa per il Cap Anglais, poi la foresta di Bélouve: una foresta primaria, umida, dalle radici scivolose, da attraversare probabilmente di notte o all'alba per i primi. Sbocca su Hell-Bourg, nel circo di Salazie, che diventa la base vita centrale della gara al posto di Cilaos.
Salazie → Mafate. Da Hell-Bourg il percorso si tuffa in Mafate per il sentier Scout e ritrova gli îlets del circo. Chi conosce il percorso descrive questa porzione come «più spaccagambe» del vecchio tracciato: più salite tecniche e discese ripide, senza i lunghi tratti corribili che un tempo permettevano di recuperare.
Maïdo → Saint-Denis. L'uscita da Mafate per il Maïdo (2.200 m) resta il grande muro della gara, poi la lunga discesa verso La Possession, la Grande Chaloupe e il Colorado, prima dello stadio della Redoute.
Per i corridori del gruppo, i 5 km in più e il profilo più frastagliato rappresentano, secondo le stime dei siti specializzati, da 45 a 90 minuti di sforzo aggiuntivo. Per gli élite la questione è altrove: nessuno sa ancora che aspetto abbia un tempo di riferimento su questo tracciato.
Uomini: Tom Evans contro gli habitué
Tom Evans (34 anni, Gran Bretagna) arriva con il palmarès più bello del lotto — vincitore della Western States 2023 e dell'UTMB 2025 — e una stagione 2026 da salvare. Ritiro alla Hardrock a luglio, forfait all'UTMB ad agosto: l'ex ufficiale dell'esercito britannico scopre La Réunion senza punti di riferimento, ma con la freschezza di chi quest'anno non ha portato a termine nessuna 100 miglia.
Di fronte a lui, due uomini che conoscono la Diagonale meglio di chiunque altro:
- Jean-Philippe Tschumi (44 anni, Svizzera) — 2° nel 2022, 3° nel 2023, 2° nel 2024. L'eterno secondo, regolare come un orologio, ma la cui partecipazione a inizio ottobre restava incerta.
- Beñat Marmissolle (45 anni, Paesi Baschi) — vincitore nel 2022, con sei minuti di vantaggio su Tschumi. Forfait all'UTMB 2026 per un infortunio al piede, quest'anno ha vinto l'Ultra-Trail Snowdonia. Anche lui annunciato come incerto.
Dietro, gli outsider sono numerosi:
- Josh Wade (32 anni, Gran Bretagna), 3° all'UTMB 2025
- Hugo Deck (26 anni), due volte vincitore dei 100 km della MaXi-Race, di cui avevamo tracciato il ritratto a giugno
- Thibaut Garrivier, 5° all'UTMB 2025
- Gautier Airiau e Léo Rogaume, rispettivamente 2° e 3° alla TDS
- Antoine Guillon (56 anni), vincitore nel 2015 e sette volte sul podio
E i réunionesi, che giocano in casa e che su questo terreno non vanno mai sottovalutati: Fabrice Payet (40 anni), 6° nel 2023 e nel 2025, primo locale l'anno scorso in 25h42', che punta alle 25 ore; Judicaël Sautron, habitué della top 10; Nicolas Rivière, 2° nel 2019.
Donne: Ruth Croft, grande favorita all'esordio
Ruth Croft (37 anni, Nuova Zelanda) è la detentrice del titolo dell'UTMB, vinto nel 2025 dopo un 2° posto nel 2024. Quest'anno aveva dato forfait a Chamonix due giorni prima della partenza. È la sua prima Diagonale, e ha avvertito sui social di voler «rendere giustizia alla gara» dando «il meglio» di sé.
La sua principale rivale potrebbe essere Marianne Hogan (36 anni, Canada). Seconda all'UTMB nel 2022, terza nel 2024, era 2ª alla Diagonale 2025 prima di ritirarsi per un infortunio al polpaccio. Torna con un 3° posto alla Western States a giugno.
Poi viene la conoscenza del terreno: Manon Bohard (35 anni), vincitrice nel 2024, nel 2026 ha vinto il Restonica Trail e l'Échappée Belle, e dice di avere «l'intima convinzione» che il suo corpo sia «più funzionale oggi che nel 2024». Sarah Vieuille, 4ª nel 2025, arriva con una vittoria alla TDS (22h08'). Émilie Maroteaux (46 anni), réunionese, ha vinto nel 2021 ed è arrivata 3ª nel 2023. E Claire Bannwarth, l'insaziabile, rilancia dopo un 5° posto al Tor des Géants tre settimane fa.
I grandi assenti
La lista è lunga, e spiega in parte perché la gara sia così aperta:
- Baptiste Chassagne, vincitore 2025 in 23h31'54", ha fatto dell'UTMB la sua priorità — e lì è arrivato 2° in 18h47'
- Blandine L'Hirondel, vincitrice 2025, ha proseguito con una vittoria all'UTMB
- Ludovic Pommeret, vincitore 2021, operato di recente al piede
- Aurélien Dunand-Pallaz, vincitore 2023, partito per tentare il record del GR20
- Mathieu Blanchard, vincitore 2024, infortunato al tallone
- Courtney Dauwalter, che detiene il riferimento femminile della prova dal 2022 — 24h37'47", 4ª nella classifica generale
Su quest'ultimo punto conta un dettaglio: essendo cambiato il tracciato, tutti i record della prova ripartono da zero. Il crono del vincitore 2026 sarà, per costruzione, un record.
Cosa deciderà la gara
La notte senza Cilaos. I primi passeranno la Caverne Dufour e Bélouve nel cuore della prima notte, senza la pausa mentale della vecchia base vita. Chi ha costruito la propria strategia attorno al «tenere fino a Cilaos» dovrà reinventarla.
Il caldo in Mafate. La seconda giornata si corre nel circo, spesso sopra i 30 °C in fondo ai valloni. È il luogo dove i corridori arrivati dall'Europa, a fine stagione, pagano il prezzo più alto.
L'esperienza del terreno réunionese. I sentieri dell'isola — gradini, radici, fango, roccia vulcanica — non assomigliano a nulla delle Alpi. Tschumi, Marmissolle, Bohard e Payet lo sanno. Evans e Croft lo scopriranno.
La freschezza. Evans e Croft non hanno concluso nessun ultra quest'estate. Hogan arriva dalla Western States, Vieuille dalla TDS, Bannwarth dal Tor. Su 180 km le gambe fresche contano quanto il palmarès.
Come seguirla
La diretta è garantita dal sito del Grand Raid e da Réunion la 1ère, che trasmette la gara in continuo. I primi uomini sono attesi a Saint-Denis nel corso di sabato 17 ottobre, intorno alle 23-25 ore di gara; le prime donne qualche ora più tardi. Gli ultimi finisher taglieranno il traguardo domenica 18 ottobre prima delle 16 locali, al termine delle 66 ore.
Per capire il formato e la logica delle grandi gare da 100 miglia, leggete i nostri dossier su la Western States, la Hardrock e l'UTMB.
Fonti principali: Grand Raid de La Réunion · Outside.fr · Réunion la 1ère · u-Trail · Référence Trail · Extérieur Sport