Erano circa le 3:55 di mercoledì 16 settembre quando Jiaju Zhao ha tagliato il traguardo a Courmayeur. Partito la domenica alle 10, aveva appena chiuso i 330 km e i 24 000 m di dislivello positivo del Tor des Géants in 65 h 55 min 22 s. Tredici minuti meglio del record di Victor Richard dell'anno scorso, e una prima volta: mai un corridore non europeo aveva vinto la gara più lunga del calendario alpino.
Tre ore e un quarto più tardi cadeva un'altra pagina di storia. Katharina Hartmuth chiudeva in 67 h 10 min 09 s, terza della classifica generale, uomini compresi. Nessuna donna era mai salita sul podio assoluto del Tor. E cancellava il proprio record femminile del 2024 di dodici ore. Esatte.
La gara in cifre
| Partenza | Domenica 13 settembre, ore 10, Courmayeur (Valle d'Aosta) |
| Distanza ufficiale | 330 km (336,1 km misurati), circa 24 000 m D+ |
| Formato | Gara in continuo, senza tappe: ogni corridore gestisce il proprio sonno |
| Basi vita | Valgrisenche, Cogne, Donnas, Gressoney, Valtournenche, Ollomont |
| Punto più alto | Col Loson, 3 299 m |
| Tempo massimo | 150 ore |
| Partenti / arrivati | 1 117 / 690 (427 ritiri) |
| Condizioni | Bel tempo quasi ininterrotto, giornate calde |
Il Tor non è un ultra come gli altri. Tre volte la distanza dell'UTMB, niente tappe, nessuna notte obbligatoria: la strategia del sonno fa parte della competizione quanto la gestione dello sforzo. I migliori dormono poche decine di minuti in tre giorni. Alcuni non dormono affatto la prima notte, e a volte nemmeno la seconda.
Uomini: Zhao comanda da La Thuile a Courmayeur
Jiaju Zhao ha preso la testa già a La Thuile, dopo il primo colle. Sei minuti di vantaggio al chilometro 50, undici a Valgrisenche, la prima base vita. Non ha più mollato davvero la gara, con una sola eccezione.
Ha corso i primi 150 chilometri in circa 24 ore, senza dormire la prima notte. La sua prima vera sosta è arrivata a Gressoney (km 203), dopo 35 h 42 di gara: una cinquantina di minuti, massaggio compreso. Lo svizzero Jonathan Schindler ne ha approfittato per passare davanti. Il vantaggio non ha tenuto: tra Champoluc e Valtournenche (km 236), Zhao ha ripreso la testa e poi ha allungato: 18 minuti al Col Brison (km 280), 22 a Oyace. Schindler ha chiuso un'ora dietro, in 66 h 55, anche lui sotto il vecchio record.
Dietro, il cinese Wei-Qiang Zhang completa un'inattesa doppietta nazionale. Tre francesi nella top 10: Jérémy Goguet (5°), Aurélien Jacoutot (7°) e Martin Perrier (9°).
| Pos. | Corridore | Tempo |
|---|---|---|
| 1 | Jiaju Zhao 🇨🇳 | 65 h 55 min 22 s — record |
| 2 | Jonathan Schindler 🇨🇭 | 66 h 55 min 06 s |
| 3 | Wei-Qiang Zhang 🇨🇳 | 71 h 53 min 56 s |
| 4 | Galen Reynolds 🇨🇦 | 72 h 53 min 23 s |
| 5 | Jérémy Goguet 🇫🇷 | 74 h 10 min 55 s |
| 6 | Corneliu Buliga 🇷🇴 | 76 h 50 min 46 s |
| 7 | Aurélien Jacoutot 🇫🇷 | 77 h 07 min 42 s |
| 8 | Ismael Röthlisberger 🇨🇭 | 77 h 20 min 06 s |
| 9 | Martin Perrier 🇫🇷 | 77 h 51 min 23 s |
| 10 | Gianluca Galeati 🇮🇹 | 78 h 05 min 24 s |
L'italiano Simone Corsini, uno dei favoriti di casa, si è ritirato a Pontboset (km 139), ginocchio e quadricipiti a pezzi.
Chi è Jiaju Zhao?
Nato nel febbraio 1995 nel Guizhou, una provincia rurale del sud-ovest della Cina, Zhao è stato guardia giurata, rider per le consegne di cibo a Wuhan nel 2016, fiorista. Corre maratone dal 2014 e vive di corsa dal 2017. In Cina è noto per aver vinto quattro volte il Chongli 168, l'ultra di riferimento del paese.
Il Tor l'aveva scoperto nel 2025, ritirandosi verso il chilometro 200, appena due settimane dopo aver corso l'UTMB. Per il 2026 ha cambiato metodo: tre gare da 168 km in primavera, poi due mesi di allenamento sulle Alpi prima della gara.
Racconta un sonno «frammentato», una vista che a tratti si annebbiava, schiaffi che si dava da solo e una lingua che si è morso per restare sveglio nelle discese della terza notte. E una conclusione senza ambiguità: negli anni a venire non correrà più oltre i 168 km. Il Tor l'ha vinto, il Tor gli è bastato.
Donne: Hartmuth, dodici ore meglio
Il record femminile del Tor apparteneva già a Katharina Hartmuth: 79 h 10 min 40 s nel 2024, prima donna sotto le 80 ore, 7ª della generale. Due anni dopo ha chiuso in 67 h 10 min 09 s. Dodici ore di meno. Dormito: un quarto d'ora in tutto.
L'americana Mika Thewes, indicata come sua rivale, si è ritirata a Champorcher (km 131). Da quel momento Hartmuth ha corso da sola contro gli uomini. A Gressoney transitava in 37 h 02, appena 1 h 20 dietro Zhao, con già dieci ore di vantaggio sulla seconda donna, la cinese Hui-Ping Zhang (47 h 09). Claire Bannwarth, che a quel punto la seguiva a quattordici minuti, è poi scivolata fino al quinto posto.
Ha raccontato il caldo del lunedì e i dolori ai piedi, poi il disorientamento al rifugio Frassati, nell'ultima notte. E quella frase che continuava a ripetersi: «Ok, vediamo cosa succede se continui a spingere così tutti i giorni».
| Pos. | Atleta | Tempo |
|---|---|---|
| 1 | Katharina Hartmuth 🇩🇪 | 67 h 10 min 09 s — record, 3ª assoluta |
| 2 | Hui-Ping Zhang 🇨🇳 | 80 h 35 min 31 s |
| 3 | Manuela Vilaseca 🇧🇷 | 82 h 31 min 56 s |
| 4 | Melissa Paganelli 🇮🇹 | 82 h 55 min 29 s |
| 5 | Claire Bannwarth 🇫🇷 | 88 h 37 min 07 s |
| 6 | Wen-Fei Xie 🇨🇳 | 95 h 38 min 38 s |
| 7 | Chiara Innocenti 🇮🇹 | 96 h 11 min 14 s |
| 8 | Gladys Jaussaud 🇫🇷 | 98 h 55 min 24 s |
| 9 | Anna Troup 🇬🇧 | 100 h 27 min 35 s |
| 10 | Raffaella Canino 🇮🇹 | 104 h 15 min 57 s |
Hartmuth ha 31 anni, vive a Zurigo e ha discusso un dottorato in scienze del clima all'ETH sull'Artico. Corre trail dal 2016. Il suo palmarès recente dice quanto sia costante sulle distanze lunghissime: 2ª all'UTMB 2023 dietro Courtney Dauwalter, 3ª alla Hardrock 100 nel 2024 e nel 2025, 3ª all'UTMB 2025, vittoria alla MIUT nel 2026. Ma il Tor è la sua gara: è qui che è l'unica al mondo a fare ciò che fa.
Due settimane dopo i 24 000 m di dislivello del Tor, Claire Bannwarth sarà al via della Diagonale des Fous, il 15 ottobre.
Franco Collé, 450 km e i Ghiacciai
Mentre il Tor330 si decideva, il TOR450 Tor des Glaciers seguiva il proprio ritmo sui sentieri alti della valle: 450 km, 32 000 m di dislivello, il doppio del tempo. Franco Collé, quattro volte vincitore del Tor330 e figura della Valle d'Aosta, si è imposto in 122 h 01 min 57 s. Il record della prova resta al francese Sébastien Raichon, 114 h 29 min 01 s nel 2023.
Cosa resta
L'edizione 2026 ha scosso due certezze. La prima, che il Tor fosse una faccenda di europei abituati alle Alpi: Zhao e Zhang portano in prima fila la Cina, i cui ultra da 168 km hanno formato una generazione di corridori. La seconda, che il divario uomini-donne reggesse anche sulle distanze lunghissime: Hartmuth ha chiuso davanti a 1 114 uomini. Più la gara si allunga, più quel divario si riduce, e il Tor ne è diventato la dimostrazione più spettacolare.
Il prossimo grande appuntamento dell'ultra si terrà a La Réunion, il 15 ottobre, sul nuovo percorso della Diagonale des Fous.
Per approfondire: la Diagonale des Fous 2026, nuovo percorso e favoriti, la Hardrock 100, l'UTMB, vertice mondiale del trail e la vittoria di Baptiste Chassagne all'UTMB 2026.
Fonti principali: iRunFar – risultati · Référence Trail · Aostasera – classifiche · Aostasera – ritratto di Katharina Hartmuth · Global Times – ritratto di Jiaju Zhao · South China Morning Post · Canadian Running – Katharina Hartmuth