Vincent Bouillard vince la Western States 100 2026 e polverizza il record
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Vincent Bouillard vince la Western States 100 2026 e polverizza il record

Il team RunRun 2026-06-30

Vincent Bouillard chiude in 13h46'15 alla Western States 100, 23 minuti meglio di Jim Walmsley. Cronaca, parziali, podio e contesto meteo.

Vincent Bouillard vince la Western States 100 2026 ed entra nella storia

Il 28 giugno 2026, ad Auburn, California, Vincent Bouillard ha conquistato la Western States 100-Mile Endurance Run in 13h46'15, strappando 23 minuti e 12 secondi al leggendario record fissato da Jim Walmsley nel 2019. Una prova tattica impeccabile, una giornata di clima inusualmente mite e un francese che si insedia in cima al trail mondiale a due anni dal sigillo all'UTMB.

È un terremoto. Il primato precedente (14h09'27) resisteva da sette anni, firmato dall'orco americano Jim Walmsley sul suo terreno di caccia. Bouillard non si è limitato a batterlo: lo ha relegato a oltre venti minuti — e, soprattutto, si è portato dietro altri tre concorrenti (Puppi, Montgomery, Cardin) sotto il vecchio limite. La Western States 2026 resterà l'edizione della rottura.

Un record che cambia tutto

Per cogliere la portata dell'impresa bisogna rituffarsi nella cronologia. La Western States sono 100 miglia (161 km) tra Olympic Valley e Auburn, attraverso la Sierra Nevada, con 5 500 m di dislivello positivo e 7 000 m di negativo — un tracciato tecnicamente abbordabile, ma reso brutale dal caldo dei canyon e dall'altitudine iniziale.

Il record di Walmsley (14h09'27) risaliva al 2019. Prima di lui, sempre Walmsley nel 2018 (14h30'04). Prima ancora, Tim Olson nel 2012 (14h46'44). In sette anni nessuno si era avvicinato a meno di venti minuti dal riferimento del 2019. Bouillard l'ha semplicemente cancellato: 13h46'15, una velocità media di 11,7 km/h su 161 km di montagna.

L'altro segnale forte: Francesco Puppi (Italia, 2° in 13h51'08) e Ryan Montgomery (USA, 3° in 13h53'55) chiudono anche loro sotto il vecchio limite. Il francese Thomas Cardin, 4° in 14h07'58, idem. Quattro uomini sotto le 14h10 quando la storia non ne aveva mai contato nemmeno uno.

La gara: pazienza, poi esecuzione

Sulla carta Bouillard non era il favorito designato. Tornava sul suolo americano dopo un DNF cocente nel 2025 (ritiro al miglio 80, problemi gastrici) e doveva affrontare un parterre XXL: Kilian Jornet di rientro sulla corsa, Jim Walmsley, Hans Troyer, Adam Peterman, Zach Miller.

La sua strategia: non farsi prendere dal panico.

Alla partenza da Olympic Valley, con 51°F (10,5°C) — uno dei tre via più freschi della storia — è l'americano Hans Troyer a prendere il comando. A Devil's Thumb (miglio 47.8) Troyer ha 26 minuti di vantaggio sul record. Walmsley è in scia. Puppi cresce. Bouillard, invece, è a diversi minuti più indietro, agganciato a un terzetto di inseguitori.

«Volevo davvero mantenere quella mentalità conservativa fino a Foresthill», ha raccontato all'arrivo. «Sapevo di non poter reggere le salite di Jim o di Francesco. Allora restavo vicino, ma tenevo qualcosa in serbatoio.»

A Foresthill (miglio 62), snodo classico della Western States, Bouillard accelera. Troyer crolla, si ritira a Rucky Chucky (miglio 78). Puppi prende la testa. Il francese rientra come un missile. Al miglio 90 (Quarry Road) stacca Puppi e affronta le ultime dieci miglia con un autostrada davanti.

L'arrivo sulla pista della Placer High School ad Auburn entrerà negli annali. 13h46'15. Walmsley è cancellato. Una pagina si volta.

Il podio 2026, antologico

PosizioneAtletaPaeseTempoDistacco vecchio record
1Vincent Bouillard🇫🇷13:46:15−23'12
2Francesco Puppi🇮🇹13:51:08−18'19
3Ryan Montgomery🇺🇸13:53:55−15'32
4Thomas Cardin🇫🇷14:07:58−1'29
5Zach Miller🇺🇸14:20:09+10'42

Quattro uomini sotto il vecchio record, due francesi nei primi quattro, un debuttante sulle 100 miglia (Puppi) che chiude secondo: la densità del lotto 2026 sfida ogni logica.

Riflettori su Thomas Cardin. A 31 anni, il savoiardo di Cognin firma alla sua prima 100 miglia un cronometro che ventiquattr'ore prima sarebbe stato record del mondo. Si era guadagnato il Golden Ticket vincendo il Chianti 120k a marzo; lascia Auburn con la qualifica automatica per il 2027 e un'idea chiara in testa: tornare per vincere.

Femminile: Jenn Lichter cancella Dauwalter

Tra le donne lo scenario è altrettanto storico. Jenn Lichter (USA, 30 anni, Missoula) chiude in 15h28'05 e migliora di 1 minuto e 28 secondi il primato che Courtney Dauwalter deteneva dal 2023. Ha guidato la corsa praticamente dall'inizio alla fine, prendendo il largo già a Devil's Thumb.

Il podio femminile:

  • 1ª: Jenn Lichter (USA) — 15:28:05 — record del percorso
  • 2ª: Riley Brady (USA) — 15:42:14
  • 3ª: Marianne Hogan (Canada) — 15:51:44 (terzo podio consecutivo)

Quando l'élite cade: Jornet e Walmsley si ritirano

L'altra storia di giornata è quella dei grandi assenti dal podio. Kilian Jornet si ritira al miglio 38, al rientro sulla corsa dopo diversi anni di assenza. Jim Walmsley, il detentore del record, abbandona a sua volta, incapace di reggere il ritmo imposto davanti.

Hans Troyer paga caro il suo coraggio tattico: leader a Devil's Thumb con 26 minuti di vantaggio sul record, crolla nella discesa verso Cal Street e si ritira a Rucky Chucky. La Western States non perdona mai le partenze troppo ambiziose — tranne, a quanto pare, a chi sa aspettare.

Meteo: la Western States più veloce della storia

Impossibile analizzare questa edizione senza il contesto climatico. La Western States è sinonimo di caldo. Media storica delle temperature massime in gara: 90°F (32°C). Nel 2026: 74°F (23°C), ossia 16°F (9°C) sotto la media — uno dei tre via più freschi e una delle giornate più clementi mai registrate.

Conseguenza diretta: un tasso di finishers dell'87%, anche questo un record. I canyon di Devil's Thumb ed El Dorado, di solito trasformati in fornaci, sono rimasti gestibili. E i tempi ne risentono a ogni livello della classifica: sei uomini sotto le 14h30, sette donne sotto le 16h30.

Tutto questo toglie qualcosa alla prestazione di Bouillard? No. Le condizioni erano uguali per tutti, e il suo margine su Puppi (5 minuti) o su Montgomery (8 minuti) resta colossale. Ma il contesto meteo aiuta a capire perché quattro uomini abbiano polverizzato il record nello stesso giorno.

Vincent Bouillard, traiettoria fulminea

Ingegnere di formazione, Vincent Bouillard è un anacronismo nel trail mondiale: continua a lavorare part-time come ingegnere calzature da Hoka, in parallelo alla carriera di ultra-trailer. Niente struttura pro classica, una famiglia, una bambina di sei mesi e un calendario costruito in casa.

Il suo palmarès riassume in tre stagioni quello che altri impiegano un decennio a costruire:

  • 2024: vincitore dell'UTMB (175 km attorno al Monte Bianco), con grande sorpresa
  • 2025: DNF alla Western States al miglio 80, problemi gastrici
  • 2026: vincitore e primatista della Western States 100

Per preparare il 2026 ha trascorso cinque settimane a Santa Barbara per acclimatarsi al caldo californiano, poi due settimane a Olympic Valley per l'altitudine. Un approccio metodico, quasi clinico, che stride con la sua immagine di corridore istintivo.

«Avevo conti in sospeso qui. L'anno scorso me ne sono andato con una ferita aperta. Quest'anno volevo dimostrare di saper anche gestire una gara.»

Cosa cambia per il trail mondiale

Tre constatazioni emergono da questa edizione 2026:

1) La gerarchia si ribalta. La coppia Walmsley-Dauwalter, dominatrice dei cronometri dal 2017, non è più il riferimento assoluto. La nuova generazione (Bouillard, Puppi, Lichter, Brady) impone standard ancora più elevati.

2) Europa al top dell'ultra mondiale. Con due francesi nei primi quattro (Bouillard 1°, Cardin 4°) e un italiano sul podio (Puppi 2°), il trail del Vecchio Continente vive un momento di grazia. Come analizza Joseph Mestrallet, data scientist della performance trail, la densità del vivaio europeo si allinea ormai a quella statunitense.

3) La gestione dello sforzo, sempre lei. La lezione tattica di Bouillard ricalca ciò che si osserva ormai su tutti gli ultra di vertice: la pazienza paga. Troyer attacca presto, si ritira. Bouillard si nasconde, vince. La capacità di tenere uno sforzo sotto-massimale sui primi 60 chilometri resta il fattore discriminante, e si costruisce con anni di resistenza fondamentale condotta come si deve.

E adesso?

La domanda è già sulla bocca di tutti: Bouillard all'UTMB 2026? Il diretto interessato non si è sbilanciato, ma una vittoria a Chamonix dopo quella di Auburn lo renderebbe il primo atleta della storia a centrare l'accoppiata UTMB + Western States nella stessa stagione. Nessuno — né Walmsley, né Jornet, né D'haene — c'è mai riuscito.

Una cosa è certa: non abbiamo ancora finito di sentir parlare del ragazzo di Hoka che ha riportato il record americano nella terra del camembert.

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